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L'influenza è una malattia provocata da virus che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni) causando febbre, mal di testa, tosse, raffreddore, malessere generale, dolori articolari e muscolari, nausea, vomito, diarrea.
In Italia il problema si presenta ogni anno da dicembre a marzo, periodo in cui la circolazione dei virus influenzali è massima.
La trasmissione avviene per via aerea, tramite le goccioline di saliva emesse parlando, tossendo o starnutendo. La contagiosità inizia poco prima dei sintomi e si prolunga per 5-7 giorni; il periodo di incubazione va da 1 a 4 giorni.
Questi virus resistono molto bene alle basse temperature e in presenza di umidità; diffondono facilmente in ambienti affollati.
Le complicanze consistono in polmoniti batteriche, disidratazione, sinusiti, otiti, peggioramento delle malattie croniche.
La terapia si basa su farmaci antipiretici, analgesici, ed antinfiammatori. In presenza di complicanze il medico interviene prescrivendo farmaci adeguati.
Il mezzo più efficace e sicuro per prevenire l'influenza è la vaccinazione.
I vaccini antinfluenzali, la cui composizione può variare di anno in anno, a seconda delle caratteristiche dei ceppi di virus influenzali circolanti, hanno un'efficacia, in soggetti sani adulti, variabile dal 70 al 90%, e riducono la mortalità legata all'influenza del 70-80% (Fonte:OMS) in quanto, anche se non sempre riescono a prevenire l'infezione, agiscono riducendo in modo sostanziale la frequenza delle sue complicazioni.
La vaccinazione è consigliata ad alcune categorie a rischio, quali medici e personale sanitario di assistenza, soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo, soggetti di età pari o superiore a 65 anni, bambini di età superiore ai sei mesi, adulti affetti da malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio e dell'apparato cardiocircolatorio, donne che saranno nel secondo e nel terso trimestre di gravidanza durante la stagione epidemica. E' raccomandata in bambini con malattie croniche.
La vaccinazione antinfluenzale è sconsigliata alle persone allergiche alle proteine dell'uovo, anche se queste nel vaccino sono presenti in quantità minima (il vaccino antinfluenzale viene prodotto su uova embrionate di pollo)e anche a coloro che, dopo una precedente somministrazione, abbiano presentato manifestazioni di ipersensibilità immediata (anafilassi), o reazioni di tipo neurologico.
Deve essere rinviata in caso di manifestazioni febbrili in atto.
Nei soggetti con malattie autoimmuni il vaccino antinfluenzale va somministrato solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio..
I vaccini antinfluenzali sono a base di virus uccisi o di subunità e non comportano quindi i rischi connessi all'impiego di vaccini a base di virus viventi attenuati.
Il vaccino antinfluenzale va somministrato per via intramuscolare, preferibilmente a livello del muscolo deltoide (braccio) nei soggetti di età superiore a 12 anni, della faccia antero-laterale della coscia nei bambini e nei lattanti.
Nei bambini di età inferiore a 12 anni, mai vaccinati in precedenza, vanno somministrate due dosi, appropriate per l'età, a distanza di un mese l'una dall'altra. Per tutti gli altri soggetti è sufficiente una sola dose di vaccino.
La vaccinazione comporta raramente effetti indesiderati, peraltro di scarsa entità, che vanno dal gonfiore-arrossamento nella sede dell'iniezione, al malessere generale, alla febbricola o dolori muscolari di breve durata e intensità.
Un bambino in buone condizioni di salute è in grado di reagire autonomamente o con il semplice supporto di terapie sintomatiche nei confronti del virus influenzale.
Perciò, la vaccinazione antinfluenzale nei bambini sani potrebbe essere utile solo come mezzo di prevenzione collettiva, finalizzata all'interruzione della catena di trasmissione.
Si consiglia di praticare la vaccinazione tra metà ottobre e metà novembre, ricordando che occorrono almeno due settimane per una risposta anticorpale adeguata.
Vaccinarsi prima ha poco senso, perché la copertura immunitaria fornita dal vaccino potrebbe diminuire proprio nel periodo di massima attività dei virus influenzali, che in Italia va solitamente dalla fine di dicembre ai primi giorni di marzo.
La vaccinazione, rimane comunque un efficace mezzo protettivo anche se viene effettuata in periodi successivi, e può trovare indicazioni, ad esempio, in persone che effettuino viaggi all'estero in zone in cui l'attività influenzale segue ritmi diversi dai nostri.
La composizione del vaccino viene decisa di anno in anno in base alle caratteristiche dei virus influenzali isolati dagli organismi preposti coordinati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
(Fonte: sito internet del Ministero della Salute)

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